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Betobahia ritorna con la banana
ottobre 27, 2016

campo militare persano

Il conte Carlo Pellion di Persano (Vercelli, 11 marzo 1806 – Torino, 28 luglio 1883) è stato un ammiraglio e politico italiano, comandante della flotta italiana nella battaglia di Lissa. L'assedio cominciò il 5 novembre 1860 e si concluse con la capitolazione della piazza il 13 febbraio 1861; la squadra navale ebbe una sola occasione di sfidare i cannoni della piazzaforte: il 22 gennaio le navi sarde aprirono il fuoco con tutte le artiglierie e in un'ora scaricarono sulla fortezza circa 4000 colpi; anche alcune navi sarde furono colpite, fra queste, l'ammiraglia Maria Adelaide che ebbe un morto e 2 feriti[12]. : miti e disfatte che fecero l'Italia, 1848-1866, Cavaliere di Gran Croce decorato del Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia (revocata), Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza, Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa (Portogallo), Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia), Cavaliere di IV Classe dell'Ordine di Sant'Anna (Impero di Russia), Medaille Commémorative de la Campagne d'Italie de 1859 (Impero francese), https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Carlo_Pellion_di_Persano&oldid=115359650, Senatori dell'VIII legislatura del Regno d'Italia, Deputati della VII legislatura del Regno di Sardegna, Decorati con l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Grandi ufficiali dell'Ordine militare di Savoia revocati, Voci con campo Ref vuoto nel template Infobox militare, Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Nel settembre del 1860 Persano lasciò Napoli e raggiunse Senigallia dove si trovava l'esercito sardo guidato dal generale Enrico Cialdini; compito della squadra navale era quello di espugnare Ancona; il giorno 18 settembre 1860, la divisione di Persano, forte delle fregate Maria Adelaide (ammiraglia), Carlo Alberto, Vittorio Emanuele, Costituzione, della corvetta Governolo e dell'avviso Malfatano effettuò un primo bombardamento della piazzaforte difesa dalle truppe pontifice; quel medesimo giorno le truppe sarde sconfissero quelle pontifice nella battaglia di Castelfidardo. La realizzazione della Casina venne affidata all’ingegnere militare Giovanni Domenico Piana, originario di Ponna nel Ducato di Milano,[2] che, dopo aver demolito completamente il vecchio edificio, ne costruì uno ex novo, successivamente rimaneggiato da Luigi Vanvitelli nel 1753[3]. Persano (Salerno). Storia delle Marine militari italiane, vol I, Storia della Marina militare italiana dal 1860 al 1870, Avanti, Savoia! del Settecento europeo: per ricordare i più noti citiamo lo scrittore Goethe, lo zar delle Russie, il Metternich ed il pittore Jacob-Philipp Hackert, che vi concluse il ciclo pittorico delle quattro stagioni ambientando l’inverno, un meraviglioso dipinto riproducente una scena di caccia nella tenuta reale, con vista sulla collina di Altavilla e sull’Alburno imbiancato di neve. Il conte Carlo Pellion di Persano (Vercelli, 11 marzo 1806 – Torino, 28 luglio 1883) è stato un ammiraglio e politico italiano, comandante della flotta italiana nella battaglia di Lissa. Sembra esserci un militare di Persano, frazione di Serre, a capo della gang degli uffici postali che aveva, inoltre, progettato una rapina all’ufficio postale di Mercatello. Dal 2006 Sideweb società leader nel campo dell’informazione sulle NOVITA' POLITICHE, GIURIDICHE e della TUTELA del personale militare. Quando Gaeta fu posta sotto assedio e bombardata dai sabaudi i soldati borbonici si proposero di salvare almeno i cavalli offrendoli ai nemici, anche perché il blocco navale e terrestre non permetteva rifornimenti alimentari né per gli uomini né per gli animali. Fondamentale si rivelò il suo intervento a Napoli dove riuscì a convincera una buona parte degli ufficiali della Marina borbonica a defezionare e a giurare fedeltà a re Vittorio Emanuele[10]. Il Persano fu sottoposto a giudizio davanti al Senato, costituito in Alta Corte di Giustizia (pubblico ministero fu Diomede Marvasi), e venne proclamata la sua colpevole inettitudine, tanto che fu privato del grado e delle decorazioni e radiato con disonore dalla Regia Marina. I terreni a disposizione sono Nel corso degli anni la Casina ospitò artisti e politici, in pratica i V.I.P. Si è svolto questa mattina l’incontro tra il sindaco di Eboli Massimo Cariello e il comandante del Comprensorio Militare di Persano, il colonnello Ciriaco Fausto Troisi, sulla questione legata alle esercitazioni di tiro al poligono militare di Foce Sele. Completamente insoddisfatto delle condizioni della flotta, l'ammiraglio scrisse più volte al ministro Diego Angioletti segnalando le gravi carenze e arrivando anche a minacciare di lasciare l'incarico[15]. L'armata italiana si trovava sparsa intorno all'isola già provata da tre giorni di operazioni; l'ammiraglio italiano non perse tempo e diede il segnale di prepararsi al combattimento; le corazzate italiane si disposero in una linea di fila che inizialmente comprendeva sette unità visto che il Re di Portogallo e il Castelfidardo stavano riparando avarie di macchina e la Varese, la Terribile e la Formidabile erano in ritardo; solo le prime tre riusciranno poi a partecipare alla battaglia. Promosso capitano di corvetta nel 1841, gli fu assegnato il comando del brigantino Eridano da 450 tonnellate e dodici cannoni, con il quale svolse la prima campagna di circumnavigazione del mondo della Marina sarda (settembre 1842-settembre 1845); il Randaccio scrive che quella crociera diede al Persano reputazione di "ardito, talora imprudente capitano". È così che si è conclusa l’esercitazione militare organizzata nella mattinata L'affondamento della corazzata italiana determinò la fine dello scontro[21]. Ovvero, non si può dire per evitare ritorsioni sulla nostra persona da parte delle F.A. SERRE. Il Comando Comprensorio Persano è costituito da un Comando e due compagnie: Compagnia Comando e Servizi e Compagnia Gestione Infrastrutture. Nel corso della permanenza nel poligono militare di Persano, si stanno effettuando sia esercitazioni per Posto Comando con l’utilizzo di mezzi informatici per la gestione del campo di battaglia, sia attività addestrative con truppe . La flotta italiana lasciò Ancona il pomeriggio del 16 luglio preceduta dal Messaggero che aveva il compito di compiere una ricognizione segreta a Lissa con il comandante D'Amico a bordo. Il 20 giugno il ministro Angioletti venne sostituito da Agostino Depretis che ordinò immediatamente a Persano di portarsi con la flotta ad Ancona. Carditello e i cavalli di Persano… Nel 1850 Persano ebbe l'incarico di dirigere la scuola di Marina di Genova a cui seguì, nel 1851, il comando della più moderna nave sarda, la pirofregata a ruote Governolo comando che tenne fino al 1853. Alle 18 Persano ordinò di cessare il fuoco[19]. Il comando della squadra piemontese che partecipò alla guerra di Crimea fu affidato al comandante Di Negro[7]; nel 1859, durante la seconda guerra d'indipendenza italiana, il comando della squadra venne affidato al capitano di vascello Edoardo Tholosano mentre al parigrado Persano venne dato solo il comando del Carlo Alberto. Deflagrazione di una granata durante un’esercitazione, due militari sono rimasti feriti nell’esplosione. Nell'arco di poco tempo intanto vennero a mancare Cavour e d'Azeglio che erano stati grandi estimatori dell'ammiraglio. Intanto, il comandante della flotta austriaca Tegetthoff decise di compiere una ricognizione in forze sulla costa italiana per sincerarsi della presenza della flotta italiana in Adriatico. La festa di corpo è … Il 22 settembre venne effettuato un nuovo bombardamento dei forti di Ancona senza ottenere la capitolazione della piazza. Lo scontro a quel punto divenne una confusa mischia che vide coinvolte le dieci corazzate italiane contro tutta la squadra austriaca[21]. Una pagina triste della storia della razza Persano riguarda il 1860, quando ciò che rimaneva dell’esercito borbonico, compresi i reparti di cavalleria (che naturalmente utilizzavano i cavalli di questa pregiata razza) si rifugiò nella fortezza di Gaeta con il re Francesco II, ad estrema difesa del regno meridionale contro l’invasione piemontese. Promosso tenente di vascello, fu inviato a Londra per sorvegliare la costruzione della fregata Ichnusa della Marina sarda. Al processo, Persano non tentò di avvalersi dei privilegi di immunità connessi al suo stato di senatore: vi rinunciò fin dalla prima seduta, e dopo che il pubblico ministero aveva dichiarato che in stato di guerra l'interesse dello stato era superiore al diritto di immunità. Presso la sala Consiliare del comune di Istok in Kosovo, è stato svolto un corso di BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) incentrato sulle manovre e le tecniche di primo soccorso da praticare su soggetti colpiti da arresto cardiaco mediante l’impiego di defibrillatore automatico, a favore di 36 insegnanti provenienti da 11 scuole di ogni ordine e grado della municipalità. Ciò porterebbe l’Italia, oggi agli ultimi posti in campo equestre, a fare di colpo un grande balzo in avanti, a riappropriarsi del suo patrimonio storico e di una sua eccellenza. In previsione della guerra del 1866, Persano, unico ammiraglio italiano ad aver guidato una squadra navale in battaglia, ottenne il comando della flotta e si recò immediatamente a Taranto il 16 maggio 1866; mancavano trentasei giorni allo scoppio della Terza guerra d'indipendenza. Passaggio di consegne all’8 reggimento Artiglieria Terrestre “Pasubio” di Persano dove l’80 Comandante, Colonnello Gianfranco Di Marco, ha ceduto il comando al parigrado Riccardo Pesce. Il 12 marzo 1861 le navi sarde si avvicinarono alla cittadella ma a causa del mare agitato la sola Maria Adelaide riuscì a cominciare il tiro, quando anche le altre navi riuscirono ad avvicinarsi, la guarnigione decise di arrendersi[13]. SUL CAMPO - A condurre le operazioni di addestramento sul campo di Persano il colonnello Domenico Ciotti. Passaggio di consegne all’8° “Pasubio” di Persano: il 79° Comandante, Colonnello Giorgio Guariglia, ha ceduto il comando al parigrado Gianfranco Di Marco. Quando una Brigata dell’Esercito italiano che è storicamente impegnata in Patria e all’estero, è chiamata a perfezionare le sue expertise, per meglio adattarsi ai mutevoli scenari di riferimento, questa Nella notte del 24 settembre lo stesso Persano guidò una incursione con due imbarcazioni con l'obiettivo di impadronirsi del Lazzaretto ma l'operazione fallì; l'assedio continuò fino al giorno 28 quando durante un intenso bombardamento la fregata Vittorio Emanuele comandata da Giovan Battista Albini fece saltare in aria la batteria della Lanterna, evento che convinse il generale pontificio Lamoricière a chiedere allo stesso Persano la resa[11]. Nel 1900 il Ministero della Difesa volle ricostituire la razza con fattrici di provata attitudine al servizio da sella scelte tra i diversi reggimenti di cavalleria. Nel loro primo passaggio, le sette corazzate austriache non riuscirono a speronare nessuna nave avversaria, furono invece le navi in legno austriache che le seguivano a restare pericolosamente senza la protezione delle navi corazzate. Nel 1849 venne promosso capitano di vascello ed ebbe il comando della fregata Euridice con la quale partecipò alla breve campagna del 1849 al termine della quale tutte le navi sarde dovettero abbandonare l'Adriatico; proprio in questa circostanza in molte navi ci furono veri e propri moti di sedizione; il Persano fu uno dei pochi a reagire con energia arrivando a minacciare di dare fuoco alla polveriera della sua unità[4]. Si presenta su due livelli, un portale d’ingresso in pietra affiancato da due garitte, un atrio decorato a stucco in cui risalta uno scalone terminante con una statua in marmo raffigurante un cane da guardia (attribuito a Antonio Canova). Per diventare socio dell’Associazione ONLUS “Siti Reali” basterà versare la quota annuale (pari a € 5,00) che contribuirà a sostenere il progetto del Distretto Culturale dei Siti Reali e delle relative attività, manifestazioni ed iniziative. Il mattino successivo tutto era pronto per l'attacco all'isola quando alle 7:45 l'avviso Esploratore segnalò l'arrivo di navi sospette, era la squadra di Tegetthoff al completo, 27 navi di cui 25 combattenti. Il 30 Aprile 1989 parte del personale viene trasferito in Persano per formare il Battaglione Logistico “Persano”. Qui Persano – ricorda Perrone – ebbe anche il comando di una flottiglia del Regno di Sardegna, inviata nel 1860 a pattugliare il golfo, in previsione di un’azione militare della quale non vi fu però bisogno. Nella tarda mattinata del 19 luglio arrivarono, provenienti da Napoli, l'Affondatore seguito dalle fregate Principe Alberto e Carlo Alberto insieme alla corvetta Governolo. Presso la Sala Consiliare del comune di Istok in Kosovo, è stato svolto un corso di BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) incentrato sulle manovre e le tecniche di primo soccorso da praticare su soggetti colpiti da arresto cardiaco mediante l’impiego di defibrillatore automatico, a favore di 36 insegnanti provenienti da 11 scuole di ogni ordine e grado della municipalità. Alla fine Persano, forse fiaccato dalle troppe polemiche, cedette alle insistenze del ministro e il giorno dopo comunicò in via ufficiale che avrebbe condotto la spedizione contro Lissa[18]. La sera del 26 giugno la flotta austriaca venne avvistata dall'avviso a ruote Esploratore che mise immediatamente in allarme la flotta italiana; quel giorno non si verificò nessuno scontro, una volta resosi conto che l'intera squadra italiana era uscita dal porto e si stava preparando al combattimento, l'ammiraglio austriaco fece marcia indietro e tornò a Fasana[13]. Esisteva un vero e proprio nucleo abitato nel Medioevo, successivamente scomparso, poi un nuovo nucleo sorse nel corso del XVIII secolo, nelle immediate vicinanze della Casina Reale; Persano è essenzialmente una ex tenuta di caccia borbonica. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 5 set 2020 alle 22:31. Poiché all'epoca la degradazione comportava anche la perdita della pensione, visse gli ultimi anni di vita in povertà alleviata solo da un sussidio che il re Vittorio Emanuele II gli assegnò a titolo personale e in forma riservata[22]. Il cavaliere Francesco D’Errico, 91 anni compiuti lo scorso settembre, è un intelligente, amabile e saggio Sotto Tenente dei carabinieri in pensione dal 1989. Per l'attacco il Persano aveva deciso di dividere le sue forze in quattro gruppi, tre di corazzate ed uno di navi in legno; i primi due ai suoi ordini dovevano attaccare Porto San Giorgio; il terzo, comandato da Vacca, Porto Comisa; l'ultimo formato da navi in legno comandate dall'Albini, doveva attaccare e sbarcare il corpo di spedizione a Porto Manego. Sempre per ordine di Cavour, Persano si diresse verso Messina dove la guarnigione borbonica della cittadella continuava a resistere; la squadra sarda coadiuvata dalle truppe di terra comandate dal Cialdini cominciò a fare i preparativi per l'attacco. I fratelli d’Italia però non accettarono l’offerta; ma non era costume nordico salvare le persone, figuriamoci gli animali: si pensi che gli stessi continuarono allegramente a bombardare, uccidendo civili e militari, anche mentre i napoletani firmavano la resa. Con fermezza e fierezza, maturità e bonarietà, ma anche con coraggio e non senza sacrifici, egli ha prestato servizio ad Adrano (CT) e ha poi comandato per 21 anni, da Brigadiere […] Alle 10:33, secondo la relazione austriaca (10:45 secondo quella italiana) il Principe di Carignano aprì il fuoco imitato dal Castelfidardo e dall'Ancona. Deputato nelle legislature VII e VIII per il collegio della Spezia, Persano che aveva già partecipato ad alcuni dibattiti su questioni navali alla Camera, nel febbraio del 1862 divenne Ministro della Marina nel primo Governo Rattazzi carica che ricoprì per circa nove mesi[14]; fu in seguito nominato senatore l'8 ottobre 1865. La giornata si concluse quindi senza importanti novità; erano stati arrecati danni importanti alle difese dell'isola e la guarnigione austriaca aveva avuto 31 soldati uccisi e 75 feriti; le perdite italiane nei due giorni di combattimento ammontavano a 16 morti e 81 feriti[20]. VALLE D’AOSTA Aosta EI Battaglione Alpini “Aosta”/Brigata Alpina “Taurinense” Scuola Militare Alpina/Ispettorato delle Scuole Pollein (Aosta) EI 54 Gruppo Squadroni Elicotteri Multiruolo “Cefeo”/4 Raggruppamento Aviazione Leggera Esercito “Altair” Nel 1932, in un incidente aereo in Svizzera, moriva il suo primo pilota. Nel 1853, sempre col Governolo; ebbe l'incarico di trasportare Vittorio Emanuele II, il duca di Genova e il principe di Carignano in Sardegna per una partita di caccia; la mattina del 29 luglio costeggiando l'isola di Santa Maria della Maddalena la nave urtò contro uno scoglio sommerso non indicato dalle mappe nautiche; i reali dovettero sbarcare sul Tripoli mentre il Governolo andò in riparazione a Tolone. Giugno 1987, campo addestramento carristi di Persano, 127° Corso Allievi Ufficiali, il sottofondo musicale è tratto dal tema di "Lampedusa", scritta nel 2016 dall'autore del post Tutta l'azione si svolse fra le 10:45 e le 12 del 20 luglio; alle tre corazzate italiane comandate dal contrammiraglio Vacca, risposero in modo fiacco le navi austriache che marciavano in formazione a cuneo contro la linea delle corazzate italiane. L’anno dopo Luigi Vanvitelli vi operò un intervento di ristrutturazione per rimediare a dissesti statici, facendo intervenire appositamente alcune maestranze dal cantiere della Reggia di Caserta. Alle dipendenze della Divisione “Acqui” sono stati posti Comandi dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica. Come ministro della Marina fu propugnatore della realizzazione di una serie di navi corazzate che portassero la Regia Marina italiana a potersi confrontare con la flotta austriaca e le altre marine mediterranee. Un testimone degli eventi raccontò di averli visti cercare disperatamente di nutrirsi addirittura delle porte e degli infissi di legno delle abitazioni di Gaeta! Con l’unità d’Italia la razza Persano venne abbandonata: nel 1874 con decreto del Ministro Ricotti fu definitivamente soppressa e venduta all’incanto sulla piazza di Eboli. Il 1º aprile 1861 Persano lasciò il comando della squadra e, dopo aver ricoperto altri incarichi, si dedicò all'attività politica. Il 25 giugno le 19 navi che componevano l'armata, giunsero ad Ancona[16]. Persano, provincia di Salerno Il Ministro Elisabetta Trenta con il Sottosegretario Angelo Tofalo nella base militare di Persano dopo la visita all'Hub Nato di Bagnoli per la prima volta un Ministro della Difesa si è recato nella Mario Sansone nato e vissuto a Persano. Il programma però risentì della arretratezza dell'industria cantieristica italiana per le navi di grosso tonnellaggio, tanto che di dodici navi corazzate che parteciparono alla successiva battaglia di Lissa solo una era costruita in Italia, e nessun bacino di carenaggio poteva ospitare le due navi maggiori Re d'Italia e Re di Portogallo. L’operatività di Persano è costituita da dirigenza militare, ufficiali di cavalleria e veterinari e una maestranza di circa 200 persone che nei mesi delle semine e della raccolta raggiunge anche le 500 unità. Edificata in un’area posta tra il Sele e il Calore Lucano, ricca di boschi e di selvaggina, nel 1758 divenne di proprietà del Sovrano. Continuando la visita a questo sito, ne si accetta l'uso dei cookies inclusi quelli di Google Analytics per le statistiche delle visite. Che era di casa nostra. Obbedendo all'ordine, Persano partì il 21 giugno 1866; la navigazione procedette senza incidenti malgrado lo scarso addestramento degli ufficiali. Il 15 luglio Depretis si recò ad Ancona dove incontrò Persano, Vacca e Albini per programmare un attacco contro l'isola di Lissa; ancora una volta si arrivò ad uno scontro fra il ministro e l'ammiraglio; il primo insisteva per attaccare immediatamente, il secondo faceva presente che una tale operazione sarebbe stata possibile solo dopo avere sconfitto la flotta avversaria e comunque riteneva che a fronte degli almeno 5000 uomini di truppa da sbarco che riteneva necessari per l'impresa, ne aveva disponibili poche centinaia. Zona Militare 14 km Base Navale Napoli - MARIDIST Napoli "MOVM F. CIARAVOLO" 76 km Deposito munizioni 111 km Campo Italia 259 km Aeroporto "Cosimo di Palma" 350 … Dopo aver frequentato la scuola di Marina a Genova, ebbe il suo primo imbarco come guardiamarina nel 1822 sulla fregata Cristina[1]. PERSANO, Carlo, conte di Pellion. Cavour infatti nel gennaio del 1860, oltre a ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio e quello di ministro degli Esteri, aveva assunto anche l'amministrazione della Marina separandola dal ministero della Guerra. Copyright 2015 - Associazione per i Siti Reali e le Residenze Borboniche Onus. L'azione di bombardamento delle navi italiane inizio tra le 11 e le 12 del 18 luglio; il presidio austriaco trasmise immediatamente tramite cavo telegrafico l'ormai imminente attacco italiano; pur consapevole di ciò che stava succedendo Tegetthoff non uscì immediatamente in soccorso dell'isola. Figlio del conte Luigi Amedeo Pellion di Persano e di Maria Cristina dei conti de Rege di Gifflenga; rimasto orfano entrò giovanissimo nella marina sarda. In queste condizioni i cavalli, affamati e denutriti, cominciarono a morire di fame. Dalla metà del secolo il re pianificò il miglioramento della razza equina già esistente in loco, con l’acquisto di fattrici e stalloni del Medio Oriente e andalusi: la “Real Razza di Persano”, una selezione formata da cavalli da sella con particolare attitudine alla caccia. “Caro Angelo, ti mando come in accordo la documentazione del persano golf resort , il campo da golf di Persano . La vegetazione lussureggiante e la fauna copiosa fecero sì che re Carlo III di Borbone, da appassionato cacciatore, scegliesse Persano come sede privilegiata del suo passatempo preferito; così nel 1752 il re di Napoli vi fece costruire la Real Casina di Caccia, un caratteristico edificio avente pianta quadrata e quattro torri ottagonali, progettato dall’ingegnere militare spagnolo Juan Domingo Piana. In seguito alla soppressione del Centro di rifornimento quadrupedi di Persano, nel 1954, la razza si ridusse a una cinquantina di fattrici, trasferite al Posto raccolta quadrupedi di Grosseto: un altro pezzo di storia meridionale svenduto! La Divisione “Acqui sta svolgendo presso il Comprensorio Militare di Persano, l’Esercitazione “Mole Pit 2010”, rivestendo il ruolo di Comando Operativo in ambito Unione Europea. Dalla data del 1 luglio 1991 il Battaglione si ricostituisce nella sede di Persano inquadrato nell’8 Brigata Bersaglieri PERSANO. La squadra navale piemontese era al comando di Giuseppe Albini; in questa campagna non ci furono eventi particolarmente rilevanti dal punto di vista navale[2]; l'unico di una certa importanza fu proprio l'attacco che il Persano effettuò di propria iniziativa contro il forte di Caorle il 13 giugno 1848; in realtà il Persano doveva effettuare solo una esercitazione di tiro al bersaglio ma decise di bombardare il forte austriaco; la risposta delle artiglierie del forte riuscì a colpire la nave una quindicina di volte provocandole anche una via d'acqua; per niente scoraggiato il Persano si ancorò a distanza ravvicinata e per 40 minuti bersagliò con un centinaio di colpi l'avversario prima di allontanarsi[3]. Il 14 luglio 1866 a Ferrara si svolse una riunione dei massimi vertici politico militari italiani nella quale si decise di ordinare alla flotta di uscire al più presto da Ancona per attaccare il nemico; veniva inoltre deplorata la condotta di Persano per l'ultima infruttuosa crociera in Adriatico. L’unica sorella, Anna, sposò Giuseppe Radicati, conte di Primeglio; anche il figlio, Ernesto, fu ufficiale di Marina. Nel 1848 venne promosso capitano di fregata e divenne comandante del brigantino Daino (gemello dell'Eridano); con questa nave partecipò alla campagna navale contro l'Austria della Prima guerra d'indipendenza. Gli attacchi condotti dalle squadre di Vacca e di Albini furono fallimentari, i due comandanti, dopo qualche salva, stabilirono che le batterie austriache erano poste troppo in alto per poter essere raggiunte dal tiro italiano. Nel 1851 ebbe l'incarico di trasportare oggetti all'esposizione universale di Londra; com'era sua abitudine Persano risalì una parte del Tamigi senza pilota esperto cosa che provocò un certo clamore nei giornali inglesi[5]. Pressato dalle continue insistenze di Depretis, Persano, che prima di prendere una qualsiasi iniziativa avrebbe voluto aspettare l'arrivo dell'ariete corazzato Affondatore sul quale riponeva molte aspettative, venne convinto a compiere una puntata offensiva; tale crociera venne effettivamente svolta fra l'8 ed il 13 luglio con estrema prudenza tanto che le navi italiane si mantennero sempre fuori vista dalle coste austriache[17]. Passaggio di consegne all’8° reggimento Artiglieria Terrestre “Pasubio” di Persano dove, martedi 24 luglio il 79° Comandante, Colonnello Giorgio Guariglia, ha ceduto il comando al parigrado Gianfranco Di Marco. Quello stesso pomeriggio ricominciò il bombardamento dei forti; si distinsero la Formidabile e la Re di Portogallo che subirono danni e perdite a bordo; ancora una volta fallì il tentativo di sbarco a Porto Carober (oggi Rogačić). L'incidente ebbe delle conseguenze gravi: Persano fu sbarcato e sottoposto ad un Consiglio di guerra che lo condannò alla retrocessione del grado per sei mesi; la condanna venne poi annullata dalla Cassazione che riconobbe le inesattezze dei rilievi idrografici; il Persano cadde comunque in disgrazia e rimase senza comando fino al 1859[6]. L’edificio principale è la Real Casina di Caccia, un edificio realizzato nel 1752 su ordine di Carlo di Borbone, affittuario dei conti De Rossi di Caiazzo e feudatari di Serre. Al termine della breve campagna del 1859, venne promosso contrammiraglio e, successivamente, con grande soddisfazione di Massimo d'Azeglio e del presidente del Consiglio Cavour, Persano ebbe il comando della squadra sarda durante la campagna del 1860[8]. Venerdì - Il ministro Depretis rende noto all’ammiraglio Persano l’intendimento del Re di non voler accettare il Veneto dalle mani di Napoleone III, perché ritenuto atto offensivo, ma di volerlo conquistare con azioni sul campo e sul mare. Migliore esito ebbe l'attacco condotto su Porto San Giorgio; la Formidabile comandata da Saint-Bon si distinse in particolar modo anche per l'efficacia dei suoi tiri; anche il gruppo comandato dal Riboty ottenne notevoli risultati, il tiro delle sue navi provocò fra l'altro l'esplosione di due batterie nemiche. Alle 11:30 la Ferdinand Max riuscì a speronare la corazzata Re d'Italia dopo che questa era rimasta immobilizzata a seguito di un colpo al timone; la nave italiana continuò il fuoco fino a che non colò a picco; in precedenza era stata anche gravemente colpita la piccola Palestro. L’edificio e la relativa riserva di caccia sono state trasformate in un’area militare del 10º Reggimento di Manovra, Battaglione Logistico afferente all’VIII Brigata Meccanizzata Garibaldi. In quel periodo si sposò con la signorina Fanny Bacon. La ricognizione fu condotta il 17 luglio: dopo aver fatto una piantina abbastanza precisa delle difese dell'isola, il D'Amico si ricongiunse con il resto della flotta. Il 28 ottobre 1860 Cavour ordinò alla flotta di portarsi davanti alla piazzaforte di Gaeta dove si era rifugiato Francesco II di Borbone con quella parte del suo esercito che gli era rimasta fedele. Al comando di una squadra di sei fregate, Persano alzò per la prima volta la sua insegna di ammiraglio sulla Maria Adelaide e, obbedendo agli ordini del suo governo, accompagnò e favorì la spedizione dei Mille di Garibaldi[9]. «Navi di legno comandate da una testa di ferro hanno sconfitto navi di ferro comandate da una testa di legno.». Nel 1825, agli ordini del comandante Francesco Sivori, partecipò ad una incursione nel porto di Tripoli per risolvere una disputa fra il re e il Bey di quella località; in quella circostanza il diciannovenne Persano ebbe il comando di una delle dieci imbarcazioni che il 25 settembre attaccarono di sorpresa un brigantino e due golette che costituivano il grosso della flotta del Bey; tre imbarcazioni sarde dovettero ritirarsi a causa del fuoco nemico ma le altre riuscirono a incendiare un brigantino e una goletta; lo storico Carlo Randaccio (spesso ostile al Persano), nel suo Storia delle Marine Militari italiane (vol I, Roma, 1886), afferma che il Persano fu uno dei primi a salire a bordo del brigantino nemico dando prova così di grande ardimento.

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